L'Arcobaleno [sett.-ott. 2009]

Con questo numero ricomincia l'avventura dell'ARCOBALENO.
Ricomincia con una veste grafica più agile e con una nuova impostazione dei contenuti, quasi tutti convergenti attorno ad uno specifico tema. Da esperienza prevalentemente locale, il nostro giornale ha cominciato ad essere letto ed utilizzato didatticamente anche fuori dalla Sicilia; ora conta numerosi collaboratori/redattori sparsi in tutta l’Italia.
Non abbiamo padroni, rifiutiamo i padrini e non vogliamo sponsor; le nostre possibilità materiali sono limitatissime, non così quelle progettuali che non hanno praticamente confini. Il nostro giornale è un cantiere aperto, destinato ogni giorno a cambiare.
Non cambia, ma se possibile, si rafforza, invece, la nostra idea di fondo: rappresentare uno strumento in grado di suscitare riflessioni e stimolare critiche e confronti. Siamo sempre più convinti, infatti, che sia necessario gettare sassi colorati nella palude grigia della malainformazione di massa, per la quale è più importante il rumore di un albero che cade rispetto allo sforzo immane di una foresta che cresce; per la quale le condizioni di vita e la vita stessa di milioni di esseri umani hanno minor rilievo di una storia di corna, di lifting, di miss Italia o del superenalotto.
Alla cultura rassicurante, dimensionata a capitoli e paragrafi, rimasticata e risputata sempre allo stesso modo, misurata con i quiz, valutata con il bilancino dei decimi e dei centesimi, noi preferiamo quella che semina i dubbi, che tra il bianco ed il nero si sofferma sui grigi, che ha l'ambizione di formare esseri umani, ciascuno diverso dagli altri, e non entità omologate nei cervelli e plastificate nelle forme.
La scuola è una realtà in cui crediamo sia ancora possibile educare all'essere e non al sembrare, all'essere e non all'avere. Noi scegliamo i viottoli irti, tortuosi e ciottolosi invece che le autostrade votate all'alta velocità; e all'esibizione di gusci belli ma vuoti preferiamo uno sguardo attento a decifrare i segni complessi della nostra vita sociale.
La conoscenza è fatica, ma il piacere che si ottiene riconoscendo il frutto del proprio impegno non ha nulla a che spartire con la botta di fortuna dei miracolati della lotteria, con il “posto” ottenuto leccando i piedi ad un protettore, con i soldi ricevuti vendendosi il corpo o la dignità.
Vorremmo che la scuola riuscisse nel suo compito più alto, quello di insegnare, di lasciare un segno per tutta la vita, un vaccino permanente contro l'influenza epidemica e contagiosa della stupida e istupidente brama del potere.
Questo numero propone il tema del viaggio. Se ne parla da tanti punti di vista; ma qualcuno potrà giustamente lamentare la mancanza di qualche spunto, l’assenza di qualche classico del viaggio. Manca On the road di Jack Kerouac, manca l’Odissea, mancano i viaggi nell’oltretomba di Virgilio e Dante. E poi la cartografia, l’analisi economica del turismo di massa, la storia e l’evoluzione dei mezzi di trasporto… Insomma, ce n’è almeno per un altro numero. Ma essere esaurienti ed esaustivi non rientra tra i nostri scopi. Ciò che vogliamo è dimostrare concretamente come sia possibile, facile e divertente organizzare un discorso unitario semplicemente adottando diversi punti di vista. Vogliamo affermare che le materie sono tante, ma la cultura è una, ed è vero che la cultura è ciò che rimane quando si è dimenticato tutto. Le nozioni a memoria pappagallesca lasciamole ai cretini di turno. Forse è troppo presto per pensare alle tesine, ai percorsi o alle mappe concettuali in vista degli esami di Stato, ma non è certo un male se si comincia a farsene un'idea precisa o a trarne utili suggerimenti sin da ora...

Commenti

  1. Dario, ti segnalo che l'immagine sopra il post non carica e il link sotto sembra sbagliato

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  2. Grazie :-) Due errori così in un singolo post, son proprio messo male :-)

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