Abramo Leone (1988 - 2009)

Allanagrafe nisceva come Abramo Leone ma tutti per strada lo chiamavano Picaciù che allora nessuno lo avrebbe riconosciuto. Angiuria era nata quandera nicu che sempre mentre giocava al biliardino prima di fare un colpo forti si preparava girando la stecca e urlando: "Pica! Pica!" e poi al momento di tirare ciaggiungeva:"Ciùùùù" che la palla vulava veloci e forti come non mai. Sta cosa però forse a causa dei tanti gol segnati cera rimasta per vizio e criscennu lui quella formula laveva continuata ad usare come a prima. Accussì prima di ogni scippo arrivava supra alla vespa come quando lamericani arrivavano contro allindiani e puntualmente quando aveva finito lultima u della carica la borsa era già nelle sue mani. Anche quannu futteva non se la toglieva labitudine che il Pica era destinato allultimi colpi prima di veniri con una facci che pareva quella dei cartuni giappunisi.
Mi cuntanu che macari quannu mossi pronunciò la frase magica. Sera pigghiato la questione che non volevano fare entrare un amico suo dentro alla discoteca."Tu si niuru. Non ti vulemu" ciaveva detto a quello un pezzo di merda allingresso e lui non ciaveva vistu chiù che con Moamed cera crisciuto e ciaveva fatto i scoli e lo sapeva che non ciassumigghiava a lui. Che insomma era un bravo carusu. Comu fu e comu non fu nella discussione nisciu fora antrasatta nalliccasapuni e sangu vivu macari.
Quannu arrivanu i sbirri respirava ancora. Moamed ci tineva a testa e chianceva. Abramo invece sorrideva e continuava a ripetere: "Pica! Pica!" sempre più alleggiu però. Senza forza.

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