Re e Vicerè


Oggi marrivau una lettera di Amato ed era pisanti che dentro cerano tante fotografie. Mischinazzu che pensiero gentile. Macari credeva che io me la potevo dimenticare la mia città e allora mi vosi fari questo regalo.
Io confesso che non lo aperta subito la busta. Non lo so pecchè. Sarà stato che la sorpresa è sempre più bella da tenere che tu ti immagini ogni cosa oppure che magari mi scantavo di trovarici le solite minchiate buone per i turisti. E invece sbagghiava che dentro le foto meritavano veramenti. Come a quelle di un poeta e Amato sisà scrivi puisie.
Ad esempio questa me la ricordavo che è vicino alla piscaria e cè uno importanti un vicerè che ci tagghiano la testa. Che poi però la statua arristau no sacciu se per memoria o per sfregio.
Ogni tanto capitano questi fatti che prima ti applaudono e poi ti fannu a peddi. E se non ciarrivano a tia se la pigghiano con quelli che ti sono stati vicini. Penso sia normale. Arriva un punto che non puoi accuntintari tutti e allora tutti allimprovviso non si accuntentunu chiù di tia.

Commenti