Lu Santu Currau - 13 -

Alla fine si decise, cautamente poggiò la mano sulla maniglia e aprì la porta oltrepassando subito dopo la soglia. Si trovò di fronte ad una piccola stanza malamente illuminata da una finestrella, posta alla sua sinistra, che per posizione e dimensioni gli ricordò quelle raffigurate in numerosi santini seicenteschi. Questi ultimi per lo più descrivevano estasi mistiche illuminate dalla luce divina, orgasmi visivamente appena accennati ma potentemente erotici allo sguardo casto di ogni uomo pio del tempo.
Nulla comunque faceva pensare al favoleggiato boudoir. Sotto i suoi occhi lentamente presero forma una scrivania carica di carte e libri, due dozzinali seggiole in legno, un divano in pelle dalla strana tinta zafferano. Un rapido sguardo al resto della stanza e l'acclarata assenza di ogni segno di vita lo fecero presto desistere da quel suo inutile e poco gentile curiosare.
Richiudendo la porta alle sue spalle il detectus decise dunque di uscire dalla farmacia per farvi magari ritorno in un altro momento della giornata.

Commenti

  1. Tutto very well, però mi sento un po' come quando nell'Ottocento leggevano i romanzi d'appendice.
    Del resto, penso che a leggere Lu Santu Currau in questo modo siamo in tema. Anzi, forse sta proprio qui il bello...

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  2. Quando è nato è venuto fuori così, passo dopo passo sulle pagine di un newsgroup... ed ora che dovrei continuarlo non posso certo forzare l'andatura :-)

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