"io per fortuna non c'ero" di Fabrizio Venerandi

per fortuna non c'ero, non li ho sentiti arrivare, magari prima solo le urla di gente dal piano di sotto e poi i rumori delle porte sfondate, i colpi, i passi di quelli che scappavano dal piano di sotto a quello di sopra, non c'ero posso solo immaginarlo da quello che ho visto prima e da quello che ho visto dopo, non ho visto i poliziotti correre per i corridoi della scuola con i manganelli, non li ho visti menare, arrivare verso di me in un posto chiuso in cui posso solo correre per scappare o alzare le mani o gridare, cosa posso fare, non c'ero ma posso pensare che non sia piacevole vederli entrare nella scuola vestiti da guerra i poliziotti e menare, e vendicarsi di quello che avevano fatto di giorno per strada sotto quel sole terribile, africano, sentirli da lontano arrivare, salire le scale, e poi entrare nel mio campo visivo, vederli con il volto coperto dal casco che entrano e vengono verso di me, questo deve essere davvero spiacevole, pensare che lo fanno per la legge, vengono verso di me, che non ci sono lì dentro ma mi immagino che vengono verso di me per la legge, e mi prendono mi buttano contro il muro e mi danno dei colpi mi prendono a calci, e io non posso fare altro che pensare che spero che tutto finisca presto, che questa cosa che lo stato italiano sta facendo finisca presto...[continua a leggere]

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