L'immobilità delle montagne

[...] tutto è diventato mortale, tranne forse il cuore dell'uomo; l'immortalità non è più l'elemento in cui i mortali si muovono, anzi ha scelto il suo asilo vagabondo nel cuore stesso della mortalità. Le cose, le opere, i fatti, perfino le parole immortali (seppure gli uomini sappiano ancora eternare, quasi reificandolo, il ricordo custodito nel loro cuore), non hanno più una patria; perché il mondo e la natura sono mortali, e perché le cose fatte dall'uomo, una volta venute in essere, partecipano del destino di tutti gli esseri: fin dal momento in cui nascono cominciano a morire.
[pag.73]

Commenti

  1. Grande Arendt...Ciao, Giulia

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  2. ha!
    e dove lo metti il "lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine"...
    NB.non è assolutamente ode alla vita e probabile che non l'ha scritta neppure neruda...
    bene, se hannah dice che si muore giorno x giorno anche costruendo o dormendo...
    Che ci siano dimensioni del morire lentamente, laudate o cagionevoli?

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  3. Hanna, esserci staccati dalla favola dell'immortalità è già un vivere più intensamente :-)

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