Amina

Alla Villa dei Varagghi ci sono tante persone che ci passano il tempo. Vecchi. Ognuno con la sua mania. Pochi con qualche storia. Eppure unu si può assittari e se sta attento e se non dà fastidio ci può passari macari una bella matinata in questo posto. Con il sole cauru ma non troppo. Con le voci dei pisciari e i colori della gente che passa. Con le confidenze di cu non si sapi nenti e che però ciavi vogghia di parrari:
"La vede a quella? Iu a canusciu. Bedda vero? Si chiama Amina. Ora voglio dire una che si chiama accussì che speranze poteva avere mai nella vita? Cioè per essere chiari và quali travagghiu putissi fari mai a Catania una con questo nome? Comu? Voli sapiri comu fazzu a canuscilla? Semplice. Sono io che lho fatta venire in Italia. Lavevo comprata allagenzia.
Melavevano fatta vedere nella fotografia e per farla arrivare ciavevo dato a quelli cinquemila euri anche. Quasi tutti i miei risparmi insomma. Ma ne valeva la pena. Altro che pulizie di casa. Appena la visti pinsai solo che melavissi maritata. Là. Allistante. Dove la potevo trovare più io una fimmina come a quella?
Poi però prima di farla veramente questa minchiata a poco a poco canciano le cose.
E pigghiami questo.
E fai questaltro.
E oggi non ciò voglia.
E ora voglio uscire.
Insomma per fortuna prima di perdere completamente la faccia fici una bellissima pinsata. Mela rivinnii a un conoscenti che mavevano presentato allo stesso prezzo che lavevo comprata. Ora ogni tanto in questo modo ciò pure la possibilità di andarla a trovare e di vederla e di sintirimi cinque minuti più felice macari. Summivà. Su ciaiu fantasia."

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