L'amore che non scordo. Storie di comuni maestre



“L’amore che non scordo” è un film-documentario che racconta quattro storie di maestre e un maestro, in quattro classi tra il 2005 e il 2007 a Milano, Roma, Bologna. Una settimana per classe a seguire la vita scolastica (classi piene di vita) filmandola senza sovrapporsi, con la pretesa di mettere in risalto quella parte invisibile dei programmi didattici e quello scambio umano così vivo nella quotidianità che fanno l’effettiva qualità di una scuola primaria. Maestre comuni: non è l’eccezionalità che si vuole trasmettere, sia pur in chiave finalmente positiva, ma la capacità comune e quotidiana di tutte le maestre (mestiere al femminile per il 95% dei casi, e si dovrà riflettere su questo), di far valere le relazioni profonde, lo stare bene insieme, l’espressione dell’affettività. Bambini che in piena libertà di postazione scrivono i loro testi, che in cerchio se li leggono vicendevolmente, che si commuovono e si abbracciano, che intervengono costruendo discorsi collettivi pezzetto per pezzetto, che vengono ascoltati (bellissima la sequenza di Matteo che vuole spiegare alla maestra cosa ha in testa, bellissima perché in nessun altro luogo – e men che meno all’interno della affannate famiglie di oggi- un bambino otterrà un paziente, attento ascolto dei suoi progetti). Scolari di seconda che imparano che l’aritmetica è ritmo, o che attraverso un grande disegno ripercorrono il cerchio della nascita (e anche questo è ritmo!) e si sentono raccontare dalle loro mamme. Altri che studiano una geografia “democratica” o discutono davanti ai quadri di una mostra, oppure si salutano (l’antico, salutare rito del congedo!) nell’ultimo anno di scuola elementare rinominando le persone – maestra e compagni - che sono state con loro.
C’è una corrente calda che scorre dietro le immagini di questo piccolo film, insieme alla scoperta/conferma di una scuola-semenzaio che si è assunta il compito di trasmettere non solo “buone pratiche”, come in ambito didattico si dice, ma anche quel “lavoro di cura” che è educazione al crescere bene.

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Fonte video: ReteScuole
Fonte testo: Fondazione Istituto Gramsci Emilia-Romagna
Fonte slide: No al maestro unico

Commenti

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