Infanzia & Media - (1) Verso la "separazione"

La caduta dell'impero romano d'occidente, ed ancor prima il rifiuto della cultura pagana a favore di quella salvifica, comportò, nella società di quel tempo, da un lato, una sempre più accentuata diminuzione della cultura scientifica e della sua divulgazione, e, dall'altro, l’apparire di una nuova figura di dotto: l'uomo di chiesa.
Gli elementi di trasmissione privilegiata di questa nuova cultura furono gli scritti (prima di tutto i Vangeli e le opere riconosciute dalla chiesa ma anche le innumerevoli apologie, le vite dei santi, gli apocrifi, le opere della bassa latinità etc.) tra gli uomini di lettere (pochi a voler prestar fede alle stime sulle percentuali di analfabetismo dell'epoca ed ai metodi d'insegnamento utilizzati per i giovani chierici); le omelie, le rappresentazioni pittoriche e scultoree sacre, le leggende, la tradizione orale per la larga maggioranza della popolazione.
Nella misura in cui gli scritti religiosi (riportanti notizie, anche solo superficiali o indirette, sull'infanzia) influenzarono le immagini presentate nei luoghi di culto e le parole degli uomini di chiesa, tali immagini e tali parole andarono sedimentandosi nella cultura individuale e collettiva, modificando e\o implementando le rappresentazioni pre-esistenti; rappresentazioni fondamentali per il loro ruolo di chiave di decodifica del vivere quotidiano e di ordito della memoria sia del singolo che della comunità. Proprio la memoria corale dei fatti tragici o miracolosi permise, peraltro, a coloro che, ad esempio, ricostruirono le vite dei martiri e dei santi, di preparare la strada a nuove ricostruzioni, a successive stratificazioni, ad iniziali impercettibili mutamenti di fuochi destinati successivamente ad ampliarsi ed imporsi. E' tramite questo processo, accelerato da un’esponenziale mutazione tecnica e socio-economica del mondo occidentale, visibile a partire circa dal Duecento , che sarà possibile controllare il progressivo allontanamento del bambino dal mondo degli adulti e il suo confinamento in un mondo separato, costruito su misura sui nuovi "sentimenti" fatti propri dalla società.
Tali mutamenti sentimentali acquisteranno nel lungo periodo una patente di naturalità, anche in base a ciò appare difficile oggi ammettere, per il senso comune, che le relazioni reciproche del bambino con la famiglia siano in realtà relazioni storicamente ed economicamente determinate.

Autori e Libri per possibili approfondimenti:
Philippe Ariès, Padri e figli nell'Europa medievale e moderna, Laterza

Commenti

  1. sono sincera, non ho letto il post, sono stanca e volevo solo ringraziare per il link... tornerò a leggere.
    anche per capire ;)
    peace and love

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  2. Ciao Batsceba, grazie per essere passata :-) vorrei risponderti (sia sul link che sul post, invero assai strano per un blog) con una citazione presente sul tuo blog: " Il bambino impara a credere a un sacco di cose. Cioè impara, per esempio, ad agire secondo questa credenza. Poco alla volta, con quello che crede si costruisce un sistema e in questo sistema alcune cose sono ferme e incrollabili, altre sono più o meno mobili. Quello che è stabile, non è stabile perché sia in sé chiaro o di per sé evidente, ma perché è mantenuto tale da ciò che gli sta intorno. "
    Della Certezza , L. Wittgenstein
    :-)
    A presto,
    Dario

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