Rosa Canta e Cunta


Stasera vado e corro insieme al vento
ad aprire le porte della storia.
Stasera, per un momento,
voglio ridare vita al passato e alla memoria.
Stasera, con la vampa dell'amore,
scavo una fossa al dolore.

C'è più dolore, c'è più tormento
che gioia e amore per l'umanità.
Non è il pianto che cambia il destino,
non è la paura che arresta il cammino,
apro i pugni, conto le dita
resto chi sono, scorro la vita.

Canto e racconto, racconto e canto
per non perdere il conto.

Nessuno ha benedetto il mio cammino
neanche la piccola mano di un prete
e vado ancora come va il vento
a cercare pace solo per un momento,
voglio spaccare… spaccare i cieli
per far piovere, piovere amore.

C'è chi ti inganna, c'è chi comanda
e chi in silenzio, zitto se ne sta.
È il potere che rafforza i potenti
è il silenzio che ammazza gli innocenti
apro i pugni, conto le dita
resto chi sono, scorro la vita.

Canto e racconto, racconto e canto
per non perdere il conto.

Sono venuta al mondo quando il "Vossignoria"
si profferiva ad ogni angolo di strada.
Tempi di abusi, di fame e di guerra,
sono cresciuta in mezzo ai malandati.
Lacrime mute ne ho piante, e quante,
la mia innocenza se la sono divisa in tanti

La cattiva gente, i prepotenti,
sono tanti e tanti in questa società.
Non è l'amore che cresce ad ogni angolo
ma il favore che elargisce chi comanda
apro i pugni, conto le dita
resto chi sono, scorro la vita.

Canto e racconto, racconto e canto
per non perdere il conto.

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