La picciridda - 8 -

Solo dopo che aveva finito di fare mangiare alla piccola Suellen sembrò tornare al mondo.
Alzò gli occhi verso di mia e accorgendosi di dove stavo taliando si tirò giù la maglietta addivintannu tutta russa.
"E ora che intenzione hai di fare?"
Non lo so pecchè ci fici quella domanda che in fin dei conti ancora lei non mi aveva cuntato niente e poteva anche essere che...
"Io non posso rimanere qui!" Marrispunniu lei mangiandosi le parole e le labbra nello stesso momento.
Ci resi unocchiata storta che non era tempo di ammizzigghiarisi e però nel frattempo non potti fare a meno di stirari le braccia in avanti a reclamare quello che era mio. Lei prima sembrò che non ne voleva sentire di darimi la picciridda. Poi però la pigghiau da sotto le ascidde e ci resi un bacio veloce come un soffio sulla fronte. Pareva che la stava salutannu. Almeno era questo che io speravo.
Con Angelica nelle miei mani mi sentivo più tranquillo. Mi alzai e con un po' di annacatella ci fici fari il ruttino. Poi la portai a dormire nella culla.
"E allora mi vuoi cuntare questa storia?" ci spiai appena turnai.
"Io non posso restare Totò! Giorgi parte domani"
"Giorgi? Eccùiè Giorgi?"
"Giorgi! Ora deve ritornare e io non posso restare"
"Vabbene! U capemu! Tu non puoi restare. Ma ora mi cunti tutto dallinizio?"
Suellen mi pareva mezza scema. Taliava ammia. Taliava tuttattorno nella stanza. Poi allimprovviso abbassava la testa come se ci fosse qualcunaltro sopra il pavimento e solo a questultimo pareva che ci rispondeva. Io approfittai di quella sua confusione per esaminarla meglio.
Quella misura in più al posto giusto aveva fatto meraviglie. Per il resto sembrava curata bene. Vestita comu si vestuno le carusidde e con i capelli tutti arricugghiuti dietro alla testa. Forse tannicchia di trucco supecchiu per la sua età.
"E allora?" provai a ripetere "Pecchè te ne sei scappata?"
"Giorgi è niuru"
"Melero immaginato" ci rissi.
"Io... Giorgi... Ci siamo conosciuti al mare. Giorgi mi ha chiesto una cosa in inglese. Pensava che ero americana"
"E picchì mai?"
"Dice che ho il portamento. Giorgi conosce tutte le attrici che ha lavorato nella produzione"
"Produzione?"
"Sì! Giorgi fa laiuto regista nelle sop"
"Suellen vabbene che hai un nome disgraziato ma mi fai capiri quacche cosa?"
"Le sop Totò! Le telenovele degli americani! Non mi dire che non li canusci? Non lhai mai visto a Biutiful oppure a Sentieri?"
"Vabbene! Vabbene! E allora?"
"Mi ha fatto fare un provino e lha mandato che di sicuro mi chiamano"
"Ma sei sicura?"
Incominciavo a sentiri ciauru di bruciato. Non è che questo Giorgi era tannicchia minchiataro?
"Certo... anche se..."
"Anche se?"
"Ecco. Non lo so se posso dirtelo che... insomma Totò è sicuro!"
"Sicura è a motti"
"Non scherzare..."
"E cu scherza? E allora? Me lo vuoi dire che intenzioni hai?"
"Beh se per te sta bene... se il tempo che... insomma Giorgi mi ha detto che prima bisogna farsi canusciri. Che devo avere il giro giusto. Ma tu che ne puoi sapere di queste cose..."
"Nenti! Hai ragione tu! Ma chi ti fici fari in questo provino?"
Avevo iniziato ad avere un pensiero tinto e poi non mi piaceva che lei mi parrava accussì.
"Un provino Totò. I soliti cosi"
Aveva parlato Merilin. La squadrai tutta che lei abbassò gli occhi e fui sicuro di non avere sbagliato.
Stavo per farci la domanda finale quella che nel rischiatutto vince tutti i soddi quando quaccuno sappizzau al campanello della porta e ci lassau il dito.
E ora? Chi facevu? Ci resi unocchiata allattrice che mi taliava tutta spaventata.
"No! Nessuno! Non mi ha vista nessuno!" Ci nisciu dalla ucca come se avesse capito i miei pensieri.
La casa era troppo piccola per nascondere macari una ugghia. In fretta e furia fici mettiri Suellen al posto della figghia e con Angelica in braccio cancellai le prove del passaggio della madre. Ero pronto per aprire ma non per vedere lo spettacolo che ci trovai.
Mezzo condominio sera dato appuntamento davanti alla mia porta con il Signor Amato e il Cavaliere in prima fila.
"Totò! Totò! Sacciu chi è la madre di Angelica!"

Commenti

  1. Lo considero un vai avanti? :-P Grazie,tanto, per la costanza... :-)

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  2. Dario,

    Ho piacere di invitarti alla presentazione del mio romanzo "I racconti del ripostiglio" (Besa editrice) al Salone del libro di Torino, sabato 10 maggio 2008 h. 18,00 – 19,00 presso lo
    stand della regione Puglia.
    Padiglione nr. 2
    Stand G 14 e G 18 e H13 e 17

    Relatori: Stefano Donno (scrittore), Andrea Di Consoli (giornalista e scrittore).

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  3. Caro Claudio mi dispiace ancora una volta non poterti incontrare e ti ringrazio per l'invito, spero in un successo sia dell'iniziativa che del tuo romanzo :-)

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