Specchi


E' matina.
"E allora mi rassi due melanzane un chilo di pummaroru russi e un quarto di ricotta salata. Chicciavi vino? Ma di unni è? Vabbene! Due litri"

E' menziornu.
Nelle melanzane prima ciaffari ittari tutto lamaro e solo dopo i poi iniziari a friiri. Nel frattenpo però accumencia a priparari a salsa. Bella densa mi raccomando che lacqua non cià stari.

E' luna.
Semu a tavola ora. No fumu dei spaghetti sarriposano i culuri. E' festa oggi. Accussì mi pari.
Aspetta un momento. Comu? Un brindisi? Ma nosacciu su ciarrinesciu. Ora provo:
"Na sta casa che pare una badia un bicchiere a mia e uno a sta seggia vota che mi teni cumpagnia"

E' menzannotti ormai.
Fuori passa a banda ca maronna. No me scuru sammuccianu i vuci.

Fonte immagine: Raquel Marin

Commenti

  1. pensa, da 27 lettere o poco oltre riesci a comporre sta musica infinita, sempre diversa, sempre bella...
    bello il titolo...
    i panni stesi a me sembravano un sorriso, specie se li ho ammirati bianchissimi sullo sfondo verde d'un prato o anche addosso a un muro di mattoni bruni.
    bene, sembrano anche il riflesso in specchio.
    bravo! con i tuoi byt geniali

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  2. Sì, mi ricordo - però sono andato a controllare chè la mia memoria vacilla :-)- :
    "i fili di bucato bianco
    stendono un sorriso"

    Grazie Hanna.

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  3. che bello, dario :)

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  4. bella dario... solo che non ho capito l'ultima frase...dopo "maronna"...

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  5. Sarà la potenza del dialetto insieme alla tua bravura a far sì che così poche righe dicano così tanto? Beddu beddu.

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