Tapallara - 12 -

Nella capitale quacche cosa non era funzionata bene e Vincenzo senera tornato in Sicilia. Ora cerano nuovi affari.
I piu importanti erano fatti con quella polvere ianca che attraverso gente fidata si mannava allamerica. In cambio di questa arrivava a carrettate la munita. Bella pronta per essere pulizziata e spinnuta. E questa era la parte della storia che cinteressava di più a lui che per le altre cose cerano i suoi amici di sempre. Il fatto è che se uno ci sapeva fare veramente a maniare quei soldi il guadagno era alto e rischi noncinnerano.
Poi però cerano anche i soliti travagghi. Quelli dove la genti ci andava fino a casa a chiederci lamicizia e a portarci regali. Per questi lavori non cera mancu bisogno di farisi chiamare onorevole o di faticare assai. Bastava poco per sistemare una firma che non arrivava o trovare un documento che mancava. Solo una parola giusta a quelli che aveva sistemato negli uffici. Una telefonata. E se ce lo chiedevano lui era anche sempre pronto a darici quaccosa in prestito a chi ciaveva problemi di munita.
Ogni tanto si faceva macari quacche futtuta. Ma a parte il fatto che non era riuscito più a trovare una fimmina intelligenti e stuppagghiara come a quella che aveva conosciuto e lasciato a Roma a parte questo dicevo non erano i fimmini che a Vincenzo cinteressavano chiossai.
Lui voleva i soddi. Tanti soddi e rispetto. Dovevano accalari la testa tutti quanti quando lui passava. E pisciarisi nei causi se arrivava a incazzarisi.
Soddi e potere. Questo era quello che Vincenzo voleva. Quello che aveva.

Lo so che ora vi vinni la curiosità e volete sapere di quella fimmina e di quello che era successo fuori dalla Sicilia. Nel continente. Ma ve lo giuro che non è niente di particolare.
Lui sera ambientato bene che laveva preparata da tempo la trasferta e le amicizie non mancavano. Poi però cera stata loccasione di tagghiari la strada. Di prendere una scorciatoia. E Vincenzo ciaveva voluto provare.

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