Il baule


Io ciò tante cose messe dentro al baule che nemmeno lo apro più che tanto lo so che non ci entrerebbe niente. Allora certe volte lo guardo e penso a quello che ci potrei trovare. Secondo i miei ricordi. Per quello che non vedo.
Di sicuro ci sarà la foto dei nonni. Quella grande con la cornice che sembrava di legno e che poi una volta è caduta e abbiamo scoperto che era gesso invece. Fatto bene però che mai nessuno senera accorto.
In quella foto lui era vistuto da militare e lei era davanti a lui assittata tutta seria. Strano! Io me la ricordo sempre additta che ci prepara da mangiare e poi aspetta appoggiata alla credenza un poco più lontano mentre lui svuota il piatto. E lo guarda mia nonna quel suo uomo. E sorride contenta se mangia che poi dopo prepara anche per i figghi e per noi.
Forse cè anche il libro delle battaglie lì dentro. Quello con la copertina rossa del fascismo e le cose di guerra del popolo italiano che ci stanno nei quadri. E gli Orazi e Barletta e Adua e tutte quelle donne un poco a nura che io me le sognavo qualche volta anche se non dovevo.
Credo che ci ho messo anche il vecchio macinino del caffè nel baule.
"Fatti rari tannicchia di cafè do Zu Turi!"
E io partivo tutto contento che finalmente uscivo. Ero grande. E di sicuro sarebbe arrivata qualche avventura.
Il baule lo guardo qualche volta. Certe volte arrivo ad accarezzarlo anche. Ma tanto non ci entrerebbe più niente.


Fonte immagine: http://lubna.altervista.org

Commenti

  1. Quante occhiate, o sguardi amorosi, possono sopportare gli oggetti prima di straripare, di ribellarsi (per scherzare) e dire: "Basta! Sono io che ti devo guardare, adesso. Tocca a me!"?

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  2. Gli oggetti sorridono pazienti ogni volta che rivendichiamo la loro proprietà :-)

    Ciao Gioacchino :-)

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