fiuuu


ora esco, saranno ormai due anni che non vedo altro che queste lunghe crepe, il latte a scaldare sul fornello, le foto, ora esco, dalla finestra ho osservato il cielo, il vento, siamo in pochi a conoscerlo, loro pensano che non si possa vedere, annusare, forse, toccare, con il palmo ben aperto aprendo e chiudendo le dita, tagliando, ma ora. ora esco e più in là la strada e quei rumori, le voci, i fantasmi di luce. erano le tredici e venticinque del sedici marzo millenovecentonovantanove, il coltello nella mano destra illuminava la fetta di pane, ed esplodeva, la marmellata, e rideva, e parlava, e iniziava a raccontare, e tu, tu non sei capace di, tu non potresti fare, tu non riusciresti a. ora esco, la gattina pare mi voglia salutare, è di fragola come il muro su cui osservo le foto, lo specchio, a volte lo prendo tra le mani e osservo il mio corpo, le gambe, il torace, l'inguine, una volta è caduto per terra ma non si è rotto, sapete le disgrazie, eccetera, ma non si è rotto, dicevo, e l'ho di nuovo raccolto, e il muro. ecco, li sento. sono arrivati. ora esco, ora esco. no, non sono loro, i miei amici e parliamo, cosa? dimmi, no, ti ho detto che non sono loro. dormi, dormo.


Fonte immagine:http://cosasminimas.blogspot.com

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