gioco in b


Mi alzai una mattina e non esisteva più la seconda lettera, la prima consonante, insomma quell'utilità che mi permetteva di riconoscere il luogo della mia prima sosta mattutina appena uscito da casa. Sparito. Tutto ciò che la conteneva si era dissolto come neve. Persi improvvisamente un tot d'amici e conoscenti, parti varie del corpo, la mia asciugasete preferita, il compagno fedele della mia marmellata d'arance.
Che cosa fare? A chi chiedere?
Ripassai mentalmente le primarie necessità: mangiare, scopare, vivere. Quasi tutto funzionava. Avrei potuto assumere acqua dagli alimenti iniettati in vena dalla giugulare, praticare sesso pur senza importanti "varianti", sopravvivere su una confortevole sedia a rotelle.
Telefonai euforico a tutti i segnali orari del mondo, più nulla da pagare pensai, poi crollai in un sonno profondo. Mai più, mai più avrei avuto quei terrificanti sogni che da giorni parevano perseguitarmi.

Commenti

  1. Carina! M'ha messo di buon umore! :-)..Ma..non è che poi le "-ollette" le chiamano poi in un altro modo e ci fregano lo stesso? ;-)
    Ciao

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  2. Credo proprio di sì, come faremmo a tri_olare allora? :-)

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  3. che ne so del perchè?!
    questa mi piace di più dal tutto il tuo blog,me la sono copiata,l'ho letta e riletta,specialmente inserita qui in questo punto di dintorni....nulla!
    non so il perchè?

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  4. A volte il perché non è importante :-)

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  5. quel perche mi manda in visibilio e va bene lo stesso

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  6. eppoi scusami i casini che scrivo,ma l'italiano non è la mia madrelingua,anche se è forte in me giocarci e far certe licenze

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