Foto


Qui tutti sono senza volto. E' un'antica foto d'inizio '900, "Officina Fiat a Torino" recita la didascalia, peccato ci siano solo persone, e fanciulli davanti, fantasmi.

La seconda è del '17, "Corso Dante: reparto apparecchi elettrici", son tutte donne, alcune giovanissime, poche guardano verso la macchina... la nostra attenzione, invece, corre tra quelle forme, insegue dettagli: un medaglione sul collo; un sorriso paziente; forse qualcuna di loro è tra quelle che, in una foto del '23, eseguono lunghi conti su strane macchine, calcolatrici, diremmo oggi, ma dietro quelle dita scattanti, lì, in fondo, sagome nere, e due cravatte.

Del '35, invece, è una foto da soviet -Fiat lingotto, Reparto grandi presse- con il dio dentato in attesa di sacrifici e quel povero emulo dell'eroe staliniano.

"Operai! Uscendo di qui dimenticate quanto avete fatto, visto, e saputo. Chi parla, anche con i propri intimi, tradisce i fratelli che combattono per la Patria!"

All'O.s.r. si lavora di piccone, è il '57, se non sapessi che la foto ritrae uno spicchio di fabbrica penserei al carcere, ma l'Officina sussidiaria ricambi rimarrà sempre l'Officina Stella Rossa.

Tra le bandierine c'è la 600, "Torino: family Day", e bimbi, e signore, e volti sbarbati, il boom è vicino, ma, quasi venti anni dopo, altri ragazzi, in un'altra foto, ben più felici e sinceri: "Torino: figli di operai davanti al Lingotto, 1973".

L'ultima foto è di Melfi, ed ecco l'uomo scompare.



Le immagini sono presenti su: Liliana Lanzardo (a cura di), Storia fotografica della società italiana: dalla bottega artigiana alla fabbrica, Editori Riuniti.

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