festina lente



Il neon, alla finestra dei vicini, indicò il mattino.

Ciò che più non ci apparteneva si era liquefatto nell'irrealtà del nostro aggrapparci, sulle tue piccole mammelle, tra le mie mani, nella guazza d'insanguinate bucce.

"Circonderemo di nenie il tramonto per non più sorridere al dispento?".
"E tu saprai odiarmi? Diverranno brandelli d'arcobaleno le tue ferite?".

Fu allora che la porta apparve intristita cornice. E io l'attraversai, e tu mi precedesti. Nessun rumore.

In noi la pioggia.



Fonte immagine: Edward Hopper, Summer Interior

Commenti

  1. nessuna pioggia...
    nelle lacrime
    riunite a sostenersi
    sul tavolo
    accasciato il riflesso.
    vorrei soltanto che tu mi odiassi...
    niente arcobaleni

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  2. Spero ti sia piaciuta :-)

    Perché rifiutare le speranze racchiuse in un arcobaleno? :-)

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  3. Il frammento è bellissimo! Ma Hanna ti nzutta abberu? :-)

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  4. Grazie I. :-) Hanna, a volte, è qui e sul suo sito illuminante pungolo :-)

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  5. scusami!
    a volte i tuoi versi sono come un concerto di Bach a Vienna /dove parto stasera/
    mi stende, orgasmica e incosciente.
    Meraviglia composta di 27 lettere accostate da trarre certe note!!!
    baci-a mio ritorno!

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  6. Dovrei imparare ad essere come le cose che scrivo allora ;-)
    Buon concerto Hanna :-)

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