Ciardi


La luce inizia ad incunearsi nella stanza.
Un lampo illumina l'opacità ludica di una birra vuota abbandonata sul pavimento. Raccolgo pigramente le mie cose.
"Quando parti?"
La tua voce si raccoglie a gocce, dentro la mia testa, e si consuma.
" Tra due ore arriverà Fabio per accompagnarmi alla stazione."

PER TUTTO IL MESE DI SETTEMBRE
IL GRANDE SQUALO BIANCO
FRA REALTA' E LEGGENDA

Proseguite il viaggio che vi ha appassionato leggendo l'articolo sulla rivista,
arriverete fin dentro le fauci del più affascinante predatore degli abissi!

Un lungo sterrato conduce al casale. Pago il tassista e scendo.
"Buongiorno dottor Ciardi. La signora non è ancora arrivata. Vuole che le prepari qualcosa?".
Rispondo di sì prima di dirigermi verso lo studio.
Ciardi, Bianco, uomo zigzagante (Catania 1962).
Allievo di D. Dasada si è occupato soprattutto di se stesso e del proprio vivere.
Attento alle discussioni degli altri (è autore di numerosi scritti in cui tenta di rivisitarne il senso), ha accolto anche suggestioni provenienti dalle sue disordinate letture, sviluppando una personale distinzione tra apatia creativa (tendenzialmente rinnovatrice) ed apatia apatica (modernamente omologante).
La sua opera principale è in perenne fase di scrittura. Nel 1999 è divenuto oggetto di un asfissiante e commovente assalto da parte di tal Anselma Saitta, coniugata Saladino.
Da quell'anno, e fino ad oggi, ha concentrato ogni sforzo fisico e mentale nel mettersi in guardia verso il pericolo proveniente dal progetto egemonico della summenzionata donna, pur essendone, in qualche modo, innamorato.

"Sei arrivata finalmente! E' più di un'ora che t'aspetto. "
"Ho un regalo per te."
Guardo le chiavi e sorrido. Poi allungo la mano.
Fra i vari tipi di magli quelli a vapore sono i più potenti. I magli a vapore possono essere a semplice o a doppio effetto. Nei magli a semplice effetto il vapore provoca solamente il sollevamento della mazza, che ricade poi per gravità. Invece nei magli a doppio effetto il vapore, dopo aver sollevato la mazza, agisce anche durante la caduta, esaltando l'efficacia del colpo. La dinamica del maglio a doppio effetto deve dunque tener conto anche del gioco del vapore.

Solo una nuvola a coprire la vetta. Densa.
Il benzinaio dà un'occhiata distratta ai clienti. Si divertiva, un tempo, a dare un proprietario ad
ogni automobile di passaggio nell'area di servizio. Ora non ha più voglia. Troppo facile quel gioco, troppo grande il cielo, troppo vivo. Aldilà della tettoia. Aldilà dell'autostrada. Aldilà del suo sguardo.

"Il pieno, per favore."
"Bella macchina dotto'. E' in rodaggio?"
Fingo di non sentire.


Fonte immagine: http://lattedrinker.blogspot.com/

Commenti

  1. Bianco? Davvero esiste il nome Bianco al maschile? :)
    (questo pezzo mi è un po' oscuro... però sono abbastanza rompiballe per suggerirti la stretta via invece che la stretta strada: a leggerlo a voce alta mi si spaccano i vetri di erre;)

    RispondiElimina
  2. Auh mpari non si capisci nenti di chiddu ca scrivi. E però, pi mia, è sempre bello leggerti.
    Ciao

    RispondiElimina
  3. Bianco? Ho fatto una rapida ricerca credo non esista ;-)
    Sì "stretta strada privata" mi sembra un esercizio del dicitore calabro del programma radiofonico 610... provvedo subito :-)

    jack ...non mi crederai ma pensavo fosse troppo semplice rispetto ad altri frammenti :-) lui, lei, l'altra, il denaro... tutto già visto e scritto ;-)

    Grazie per due

    RispondiElimina
  4. Si certo i magli a vapore sono una cosa che ci azzecca assai con le corna. Auh gé siuis limité: lo sai che una volta ho dovuto vedere un film di linch tre volte prima di capirlo e anche alla terza visione non avevo ancora messo tutti i tasselli al proprio posto?
    Eppure si, è bello vedre incastonati st'affari dei magli a vapore e del grande squalo bianco, anche se non so ancora come collocarli.
    va buò... inutile spremersi la meninge.
    Notte va

    RispondiElimina
  5. Ok non ti è piaciuto :-) per fortuna non ho mai pensato di portarlo avanti ;-)

    RispondiElimina
  6. scusate!
    "una poesia scritta non é più tua"
    nel senso che "il cane di jack" non deve capire cos'aveva in mente il grande D'angelo,
    se la deve adattare a livello della sua soscienza ed immaginarla in tutti i versi....
    "in ogni poesia c'è qualcosa di mio"

    RispondiElimina
  7. hanna concordo sulla costruzione di senso... ma il vecchio [:-P ] cane di jack (o chiunque altro) è molto più importante del "grande D'Angelo" se esprime un suo parere (sia esso positivo che negativo) :-)

    RispondiElimina
  8. boh!
    io non do nessuna importanza ai pareri di chiunque,ne ho pubblicato di poesie tra diversi siti,giusto per darmi pubblicità o sfidare.
    ho in attivo un sacco di recensioni positive e inviti ai concorsi,ma...

    Per me importante sono IO che scrivo /non i lettori/ godo nello scrivere,mi adoro,a volte piango,mi tuffo,mi rileggo,seguo le mie ispirazioni e non correggo mai il primo impulso...
    Perchè Tu,Dario D'angelo devi venir incontro all'immaginazione di chiunque legga? Scrivi per gli altri?

    RispondiElimina
  9. Mizzica mi costringete a intervenire di nuovo, mentre dopo una lunga serie commenti, anche provocatori :-) sul tema della sicurezza e dei lavavetri, mi stavo finalmente mettendo a fare altro. Intanto non ho detto che non mi è piaciuto il frammento di Dario. Tra l'altro a mia queste cose dei magli a vapore mi gabizzano assai. Dario è un autore intelligente e originale e tutte le sue cose sono sempre molto interessanti e comunque da leggere. Ci volevo solo capire un po' di più. E' accussì grave? Tra l'altro ho citato un film di linch perchè è stata un'esperienza che mi ha dato molta soddisfazione. Mi era piaciuto assai, ma non lo avevo capito. Poi, aiutandomi con qualche lettura, ho scovato nel film anche la trama, anche se non tutta. Da Dario, volevo aiuto e basta più. Ad -hanna voglio anche dire che fregarsene dei lettori, a mia mi pare sleale. Anche io scrivo per me stesso, ma ogni forma di comunicazione che non sia rivolta a qualcuno di cui ti importa e a cui tieni è monca e inutile, a meno che uno uno, oltre che scrivere per se stesso, non scriva a sé stesso (ad esempio ho conosciuto dei grandi scrittori di post-it e di liste della spesa, che per la loro natura di pro-memoria svolgono egregiamente una funzione che invece un blog o un libro, non sono tanto adatti a svolgere).
    Cari saluti
    Isidoro

    RispondiElimina
  10. Isidoro avevo capito... volevo solo stanarti :-)
    Hanna scrivo per necessità, ma si scrive sempre per qualcuno :-)

    RispondiElimina
  11. Scusate se mi intrometto, ma..è come se il commento me lo "strappaste" voi dalle dita ;-)Questa questione che avete montato (anzi..che s'è montata da sola..) su chi-scrive-cosa-scrive-per-chi-scrive e cosa-capisce-non-capisce-chi-legge,ecc..mi sembra una questione inutile da dibattere perchè tanto tutti qu hanno ragione (chi scrive per sè stesso e chi per i lettori e chi per tutti e due; e poi chi capisce, chi non capisce e chi legge distrattamente e non si pone il problema) Semmai mi sembra "giusto" dire solo: "Mi piace" o "Non mi piace"..E non importa neanche il motivo per cui mi è piaciuta o non mi è piaciuta..Io ho smesso da tempo di voler trovare motivi/spiegazioni/morali, ecc..in quello che leggo (e anche in quello che scrivo). Questa cosa qua di Dario (che "leggiucchio" da tempo..anche da altri "luoghi", e che spesso m'intriga per la sua originalità e fantasia) m'è piaciuta, anche se tante cose non le ho capite..E allora? Il capirle aggiungerebbe forse qualcosa al piacere che mi ha suscitato? Non credo.
    Un saluto a tutti,
    Frida

    RispondiElimina

Posta un commento