[Pubblico e Privato] La maggioranza silenziosa



7 Marzo 1971

Ciavevo già sette anni e mezzo e una televisione nuova: Sanremo, Canzonissima, il Telegiornale... io avevo tifato per quella canzone, come si chiamava... "Che sarà"; però alle mie cugine ci piaceva di più Nada checciaveva il cuore zingaro e a pensarci oggi, sarà stata la loro età o i primi sfruculiamenti, non ci potevo dare torto anche se ammia continua a piacere quella.
Eravamo tutti a casa di mia nonna.
Me la ricordo ancora quella casa. Ogni tanto ancora ci passo e faccio finta daccattari quacche cosa dai cinesi che ora ci stanno dentro. Era a pianoterra, ma con i soffitti alti che ci pareva una chiesa e il cesso fuori che ricordava il bordello.
Quando eravamo lì tutti davanti alla televisioni subito si facevano le squadre. Ma no così a discussioni. No, tutto avveniva amuta amuta che già, non si sa come, appena arrivato ognuno aveva preso la sua decisione e fatto la combriccola. Quando ti accorgevi che non eri tra quelli che vincevano ciavevi solo due possibilità: scassarici la minchia, e uscari coppa, o nesciri fora e giocare a sciancateddu. Iu nisceva.
Il comune ciaveva messo una luce forte proprio sopra al pezzo di strada della casa, e si vireva tutto come se fosse giorno. Così prendevo il gessetto da qualche muro fresco e disegnavo le caselle. Tanto lo sapevo che non ci resistevano assai la dentro, con le madri e i padri a litigare, e con mia nonna ca munnava faviani.

Fonte immagine: http://www.tesionline.it

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