Senza Fissa Dimora



Sul primo scalino incontrai Paura.
Lei fuggiva danzando sulle labbra e tossiva versi dimenticati. Fu, poi, Incanto a seguirla sul mio cammino, troppi occhi, però, m'impedirono di toccarlo.
Rabbia si dibatteva sul terzo quando sospirai, prima di giungere a Noia, lì dove un ampio gradone mi accolse.
Vagavo, come roccia sul mare, fin quando ti vidi. Speranza seguì, era al quinto scalino, e per nulla contenta mostrava serpi e conchiglie vendendo, non vista, limoni. Ne volli uno, poi continuai.
Più su Amore cuciva tracce d'odori su cuscini di rovi e gardenie.
Solo sedeva, come ad aspettare il mondo, eppure non volli parlargli - non credo, però, potesse sentire - .
Morte, infine, accanto al portale.

Fonte immagine: http://www.uambamblics.it/

Commenti

  1. Scusa hanna ma non ho capito :-(
    mi aiuteresti? :-)

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  2. mi sono resa partecipe della salita vagabonda,arrivata all'apice attenderei...anche oltre la morte sarebbe da partecipare,ma a che serve comprendere tutto.

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  3. ciao Var, benvenuto. Per quel poco che di Ionesco ho letto da ragazzo direi di sì

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